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Guida alle opere degli studenti

Apollo e Iacinto (dettaglio)

Nome Classe Data

Benvenuto Cellini, Apollo e Iacinto (dettaglio) (1540), Museo Nazionale del Bargello. Di pubblico dominio. Osserva questa tela sotto una luce in movimento: il disegno, il colore autentico sotto la vernice, la purezza del pigmento

Scheda tecnica

Artista
Benvenuto Cellini allpaintingsstore.com/it/artists/benvenuto-cellini_it/
Date dell'artista
1500 – 1571
Dipinto
1540
Tecnica e materiali
Marmo Carved by removing stone and never adding any, so a single mistake cannot be undone.
In corso presso
Museo Nazionale del Bargello allpaintingsstore.com/it/museums/museo-nazionale-del-bargello-florence_it/
Artistic style
Drammatico, realistico
Influences
Rinascimento
Notable elements
Dettagli squisiti
Subject or theme
Scena mitologica

Nel contesto

Apollo e Iacinto (dettaglio) — Benvenuto Cellini

Quando è stata dipinta questa opera?

  1. 1500
  2. 1510
  3. 1520
  4. 1530
  5. 1540
  6. 1550
  7. 1560
  8. 1570

Riga superiore: gli anni. Riga inferiore: l'età dell'artista all'inizio e alla fine di ogni periodo — 0 alla nascita, 71 al momento del decesso.

Dipinto all'età di 40 anni. L'artista è vissuto fino a 71. 10 delle 70 opere datate di questo artista nel nostro catalogo sono precedenti.

Shaded: la vita di Benvenuto Cellini (1500–1571) ▲ quest'opera, 1540 ogni dipinto datato, decennio dopo decennio

Prime opere: fino al 1540 Anni di attività principale: 1540–1550 Opere tarde: dal 1550

Queste tre fasce suddividono le opere datate in questo catalogo in un primo quarto, una metà centrale e un ultimo quarto. Non rappresentano l'intera produzione dell'artista: un periodo di scarsa attività potrebbe essere una lacuna nei registri piuttosto che un momento di minore prolificità. Gli stessi anni che hanno scandito la vita dell'artista

Confronta con

Scegli un'opera tra quelle sopra elencate: indica due elementi in comune con quest'ultima e una differenza.

Altre opere da affiancare a questa: allpaintingsstore.com/it/art/similar/benvenuto-cellini-apollo-e-iacinto-dettaglio-8y3vs4-it/

Colori

Misurato dall'immagine

    Colore principale

    Grigio medio #948d96

    Tavolozza catalogata

    • #948D96
    • #222221
    • #D4C7BB
    • #675F65

    Questi colori all'interno dell'intera tavolozza dell'artista Scopri altri dipinti per colore

    Palette
    Toni neutri La gamma cromatica dominante nell'immagine.
    Nome colore principale
    Grigio medio
    Intensità
    Equilibrato Il grado di saturazione e la varietà dei colori, da una singola tonalità tenue a molteplici sfumature vivaci.
    Contrasto
    Equilibrato Il grado di variazione di luminosità e saturazione dei colori nell'intera opera.
    Armonia
    Armonia equilibrata L'armonia cromatica, dall'accostamento contrastante all'unione completa.
    Luminosità
    Luminoso Il grado di luminosità o di oscurità complessiva dell'immagine, dalle ombre profonde ai punti di massima luce.
    Saturazione
    Saturazione tenue Quanto siano puri e intensi i colori, dal quasi grigio al pienamente vivido.

    In quale parte del mondo viene ammirato questo dipinto?

    • quota inferiore al 1%
    • 1–3%
    • 3–8%
    • 8–20%
    • 20% e oltre
    Questo singolo dipinto presenta troppi pochi visitatori registrati per poter essere mappato, pertanto la tavola riporta ogni opera di Benvenuto Cellini negli ultimi dodici mesi — 20 paesi in totale. Origine dei dati

    I dieci paesi principali

    1. 1 Cina 36,8%2.100 visite
    2. 2 Italia 8,8%500 visite
    3. 3 Francia 7,0%400 visite
    4. 4 Stati Uniti d'America 7,0%400 visite
    5. 5 Colombia 5,3%300 visite
    6. 6 Hong Kong 5,3%300 visite
    7. 7 Spagna 3,5%200 visite
    8. 8 Filippine 3,5%200 visite
    9. 9 Sudafrica 3,5%200 visite
    10. 10 Austria 1,8%100 visite
    11. · 10 altri paesi 17,5%1.000 visite

    Trova i tre paesi più scuri sulla mappa. Il museo che custodisce questo dipinto si trova in uno di essi? Scrivi un motivo per cui persone lontane potrebbero ammirarlo.

    Le 20 opere più visualizzate di Benvenuto Cellini

    1. 1 Saliera, 1540 22,0%1.800 visite
    2. 2 Perseo (dettaglio), 1545 6,1%500 visite
    3. 3 Salt Cellar (detail), 1540 6,1%500 visite
    4. 4 Il salvataggio di Andromeda, 1550 3,7%300 visite
    5. 5 Ninfa di Fontainebleau, 1542 3,7%300 visite
    6. 6 Lo Scudo, 1572 3,7%300 visite
    7. 7 Morione per Francesco I de' Medici, 1570 2,4%200 visite
    8. 8 Medaglia di Clemente VII (dritto), 1534 2,4%200 visite
    9. 9 Salt Cellar, 1540 2,4%200 visite
    10. 10 Busto di Cosimo I (dettaglio), 1546 2,4%200 visite
    11. 11 Perseo, 1545 2,4%200 visite
    12. 12 Ninfa di Fontainebleau (dettaglio), 1542 2,4%200 visite
    13. 13 Medal of Alessandro de' Medici, 1530 2,4%200 visite
    14. 14 Apollo e Iacinto, 1540 2,4%200 visite
    15. 15 Apollo e Iacinto (dettaglio), 1540 quest'opera 2,4%200 visite
    16. 16 Perseus, 1540 2,4%200 visite
    17. 17 Danae and her Son Perseus, 1545 2,4%200 visite
    18. 18 Saliera (8), 1540 1,2%100 visite
    19. 19 Medaglione con Leda e il Cigno, 1520 1,2%100 visite
    20. 20 Saliera (dettaglio), 1540 1,2%100 visite

    Insieme, queste opere hanno attirato il 75,3% di tutta l'attenzione ricevuta dai dipinti di questo artista negli ultimi dodici mesi. Il catalogo contiene 80 opere di questo artista, di cui 40 sono state visualizzate almeno una volta. Questo dipinto occupa la 15 posizione, con il 2,4% di tale attenzione (200 visite). Lo stesso conteggio, mese dopo mese

    Le barre misurano l'attenzione, non la qualità. Scegli l'opera in cima e questa: indica un elemento che potrebbe rendere un dipinto celebre al di là della sua maestria tecnica.

    Informazioni sull'opera

    Apollo e Iacinto (dettaglio) — Benvenuto Cellini

    L'Agonia e la Bellezza del Dolore di Apollo: "Apollo e Iacinto" di Benvenuto Cellini

    L'opera "Apollo e Iacinto" di Benvenuto Cellini, una scultura in marmo meticolosamente resa risalente agli anni 1540, non è una semplice raffigurazione di un mito tragico; è una profonda meditazione sulla perdita, sul potere divino e sulla natura fugace della bellezza. Creata durante un periodo turbolento a Firenze – una città alle prese con l'instabilità politica e l'innovazione artistica – quest'opera incarna lo spirito del Manierismo, caratterizzato da un'emozione esasperata, contrasti drammatici e un'esplorazione della profondità psicologica all'interno delle forme classiche. La scultura, attualmente conservata al Museo Nazionale del Bargello, offre un'esperienza viscerale, invitando lo spettatore a contemplare il dolore crudo inciso sul volto di Apollo e la struggente vulnerabilità di Iacinto.

    La maestria di Cellini emerge immediatamente nella pura realtà raggiunta attraverso la sua meticolosa scultura. Il marmo stesso – un bianco freddo e luminoso – è manipolato con perizia per trasmettere consistenza e volume. Si notino le delicate vene che percorrono la pelle di Apollo, le sottili pieghe del suo panneggio e la resa precisa dei lineamenti giovanili di Iacinto. L'attenzione dello scultore al dettaglio va oltre la mera rappresentazione; egli infonde alle figure un senso palpabile di peso e movimento, come se catturasse un momento congelato di intenso dramma. L'uso del contrapposto – una tecnica classica in cui il peso della figura è spostato su una sola gamba – aggiunge dinamismo e realismo sia ad Apollo che a Iacinto, radicandoli all'interno della narrazione scultorea.

    Un Mito Manifestato: Simbolismo e Narrazione

    La storia raffigurata – Apollo che colpisce accidentalmente Iacinto con un disco durante un gioco – è intrisa di simbolismo. Iacinto, un giovane amato associato alla bellezza e alla primavera, rappresenta l'innocenza e la gioia fuggevole. La sua morte simboleggia la tragica perdita del potenziale e l'inevitabile decadimento inerente a tutte le cose mortali. Il dolore di Apollo, reso con un'intensità agonizzante, parla del peso del potere divino: la consapevolezza della propria immortalità accostata alla natura effimera della vita umana. La corona di alloro che adorna il capo di Iacinto è un potente simbolo di vittoria e memoria, suggerendo che, anche nella morte, la sua bellezza e la sua eredità perdureranno.

    Inoltre, la scultura può essere interpretata come un'allegoria della creazione artistica stessa. Cellini, rinomato orafo e scultore, comprendeva il potere trasformativo dell'arte – la capacità di catturare e immortalare la bellezza, seppur entro i vincoli della forma materiale. La sua stessa vita fu segnata sia da un successo straordinario che da una profonda tragedia personale, rispecchiando la complessità emotiva di "Apollo e Iacinto". La scultura diventa così una riflessione sulle lotte dell'artista con la mortalità e sulla ricerca della perfezione artistica.

    La Tavolozza Manierista: Stile e Tecnica

    "Apollo e Iacinto" è un esempio quintessenziale dell'arte manierista, caratterizzata dalla sua intensità drammatica, dalle forme allungate e da un'espressività emotiva esasperata. Cellini si distacca dalla bellezza idealizzata della scultura del Rinascimento maturo, abbracciando un'estetica più cruda e inquietante. Le figure non sono presentate come divinità serene, ma come intensamente umane, consumate dal dolore e dal rimpianto. L'uso di angoli acuti, proporzioni distorte e gesti esagerati contribuisce a questo senso di tensione drammatica.

    Tecnicamente, l'approccio di Cellini è rivoluzionario per la sua epoca. Egli impiegò una tecnica nota come "spolvero", in cui spolverava la superficie del marmo con carbone o gesso prima di applicare la lucidatura finale, creando un sottile effetto materico che aggiunge profondità e realismo alle figure. Questo processo meticoloso – insieme alla sua magistrale comprensione di luce e ombra – è ciò che gli permette di trasmettere un senso così profondo di emozione all'interno del mezzo freddo e inflessibile del marmo.

    Un'Eredità nella Pietra: Impatto e Riproduzione

    "Apollo e Iacinto" rimane una delle opere più celebrate di Cellini, ammirata per la sua brillantezza tecnica, la profondità emotiva e il suo potere duraturo. Essa si pone come testimonianza del suo straordinario talento e della sua capacità di trasformare il mito in un'esperienza artistica profondamente commovente. Oggi, le riproduzioni offrono un modo accessibile per apprezzare la bellezza e l'arte della scultura, portando questa narrazione struggente nelle case e nelle gallerie di tutto il mondo. Nel selezionare una riproduzione, si consideri la maestria dell'artista nel catturare lo stile sfumato di Cellini: le sottili texture del marmo, i volti espressivi e il senso generale di intensità drammatica.

    Artista e museo

    Artista

    Benvenuto Cellini

    Nato a Firenze, Italia

    Benvenuto Cellini: Un Poliedrico del Rinascimento

    Nato: Firenze, Italia (1 novembre 1500)

    Morto: 13 febbraio 1571

    Benvenuto Cellini fu una figura straordinaria del Rinascimento italiano, rinomato come abile orafo, scultore, disegnatore, soldato, musicista e scrittore. I suoi molteplici talenti e la sua personalità flamboyant sono vividamente catturati nella sua celebre autobiografia, considerata un'opera letteraria significativa accanto ai suoi risultati artistici. Incarna lo spirito del Manierismo, un periodo successivo all’Alto Rinascimento caratterizzato da slancio drammatico e complessità stilistica.

    Primi Anni e Formazione Artistica

    Nato in una famiglia con inclinazioni musicali – suo padre era musicista e costruttore di strumenti musicali – Cellini inizialmente mostrò promesse nella musica. Tuttavia, all'età di quindici anni, perseguì appassionatamente una carriera come orafo, convincendo il suo riluttante padre ad apprenderlo a Antonio di Sandro (conosciuto come Marcone). Questo segnò l'inizio della sua formazione artistica formale. I suoi primi anni non furono privi di incidenti; all'età di sedici anni, si trovò coinvolto in una rissa con i compagni, portando al suo esilio da Firenze e a un periodo lavorativo a Siena sotto l'orafo Fracastoro.

    Opere Artistiche Principali e Stile

    Saliera: Questo elaborato capolavoro d’argento, commissionato dal re Francesco I di Francia, è probabilmente la sua opera più famosa. Mostra dettagli intricati e figure dinamiche, ora custodita presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna.

    Perseo con la Testa di Medusa: Una scultura in bronzo raffigurante Perseo che trionfa tenendo la testa mozzata di Medusa, questo pezzo esemplifica la padronanza di Cellini nella forma e nella composizione drammatica. È una testimonianza della sua abilità nel catturare movimento ed emozione nel metallo.

    Medaglia d'Oro di Leda e il Cigno: Creata per Gonfaloniere Gabriello Cesarino, questa medaglia dimostra l’abilità di Cellini nel fondere la mitologia classica con l’artigianato squisito.

    Progetto per un Sigillo: Un disegno conservato al British Museum, che mostra le sue capacità di progettazione.

    Lo stile di Cellini è caratterizzato dal suo dinamismo, realismo e attenzione ai dettagli. Trasse ispirazione dall'antichità classica e dalle potenti figure di Michelangelo, ma infuse il suo lavoro con una sensibilità manierista distintiva: forme allungate, pose esagerate e un senso di teatralità.

    Vita Oltre l’Arte: Soldato, Musicista e Autobiografo

    La vita di Cellini si estese ben oltre la bottega. Servì come soldato durante gli assedi, sostenendo di aver giocato un ruolo cruciale nella difesa di Roma contro le forze imperiali. Era anche un musicista esperto, suonando il cornetto e il flauto alla corte papale. Tuttavia, è la sua autobiografia che lo distingue veramente.

    La Vita di Benvenuto Cellini: Questo resoconto franco e spesso presuntuoso fornisce preziose informazioni sull'arte, la cultura e la società del Rinascimento. È una narrazione avvincente piena di aneddoti su patroni, rivali e avventure personali, offrendo una prospettiva unica sull’epoca.

    La sua autobiografia non è semplicemente un resoconto di eventi; è un autoritratto attentamente costruito progettato per mostrare i suoi talenti e giustificare le sue azioni. Sebbene a volte inaffidabile a causa dei propri pregiudizi di Cellini, rimane una fonte primaria essenziale per comprendere la vita rinascimentale.

    Eredità e Significato Storico

    Benvenuto Cellini morì a Firenze nel 1571, lasciando dietro di sé un’eredità come uno degli artisti più importanti del Manierismo. La sua abilità tecnica, l'innovazione artistica e la sua affascinante autobiografia continuano a ispirare artisti e appassionati d'arte. Rappresenta l'ideale rinascimentale per eccellenza: un poliedrico dotato di competenze in molteplici discipline, guidato dall’ambizione e senza paura di esprimere la propria individualità. Le sue opere sono celebrate per la loro bellezza, artigianalità e potenza drammatica, consolidando il suo posto come figura fondamentale nella storia dell'arte occidentale.

    Museo

    Museo Nazionale del Bargello

    In mostra presso Firenze, Italia

    Origini e Storia del Museo

    La storia del Museo Nazionale del Bargello affonda le sue radici nell'amministrazione civica di Firenze. L'edificio, la cui costruzione risale prevalentemente al XIII secolo, nacque originariamente come Palazzo del Podestà. In questa veste, esso funse da sede per i magistrati fiorentini, configurandosi come il principale centro amministrativo della città. La struttura fu concepita per proiettare l'autorità del Podestà, la massima magistratura del Consiglio cittadino di Firenze.

    Nel corso dei secoli, la funzione dell'edificio mutò parallelamente al panorama politico della città. In seguito, divenne la sede del Bargello, il capo della polizia fiorentina. Durante questo periodo, il palazzo operò sia come caserma di polizia che come prigione. Questi molteplici ruoli, come sede della giustizia e luogo di detenzione, ne hanno definito l'uso per diverse centinaia di anni, prima della sua metamorfosi in istituzione culturale.

    La trasformazione in museo ebbe inizio a metà del XIX secolo, portando alla fondazione ufficiale del Museo Nazionale del Bargello nel 1865. Questo passaggio epocale trasformò un sito di amministrazione legale e penale in un prestigioso scrigno per la scultura e le arti decorative. L'edificio rimane oggi una parte fondamentale del tessuto urbano di Firenze, essendosi evoluto da imponente fortezza medievale in un museo d'arte nazionale.

    L'Edificio e la sua Architettura

    Il Palazzo del Bargello, noto anche come Palazzo del Popolo, è una struttura che riflette profondamente la storia politica e giuridica di Firenze. La costruzione dell'edificio ebbe inizio nel 1255, concependo originariamente la sua sede per il Capitano del Popolo e, successivamente, per il Podestà, l'autorità magistrale suprema del consiglio cittadino. Questa fortezza medievale ha attraversato una metamorfosi affascinante, evolvendosi da edificio pubblico e quartier generale della polizia fino alla sua attuale funzione culturale. L'architettura stessa testimonia l'armoniosa fusione tra i principi dell'ingegneria romana e la maestria dell'artigianato medievale.

    La configurazione fisica del palazzo conserva intatta la sua gravità storica. Il cortile, che un tempo ospitava processi pubblici ed esecuzioni, rimane oggi un elemento centrale e suggestivo dell'edificio; questo spazio offre ora una scenografia solenne per l'esposizione di armi e armature storiche. Il design austero e merlato del palazzo ha fatto da modello per la costruzione di Palazzo Vecchio, e le sue mura hanno assistito, testimoni silenziose, alla transizione della città da repubblica comunale a stato moderno.

    Il disegno dell'edificio è indissolubilmente legato allo sviluppo urbano di Firenze. La sua imponente presenza nel tessuto cittadino riflette il peso di secoli di attività giudiziaria e amministrativa. La trasformazione definitiva da prigione e stazione di polizia a custode di capolavori scultorei si è completata a metà del XIX secolo. Oggi, i corridoi in pietra e le ampie sale offrono l'ambiente ideale e necessario per la preservazione e la celebrazione delle opere del Rinascimento.

    Una Vasta Collezione di Scultura Rinascimentale

    Il Museo Nazionale del Bargello si erge come la principale collezione nazionale per la scultura del Rinascimento italiano. Il suo patrimonio rappresenta un'eccezionale concentrazione di opere scultoree, che abbracciano diversi movimenti storici, tra cui gli stili gotico, ellenistico, barocco e manierista. Sebbene l'ampiezza della collezione sia straordinaria, il cuore pulsante del museo è innegabilmente dominato dalle opere di Donatello.

    Il repertorio artistico include contributi magistrali di Michelangelo Buonarroti, Benvenuto Cellini e Andrea del Verrocchio. La presenza della scultura manierista è particolarmente degna di nota all'interno delle esposizioni permanenti; queste opere riflettono l'evoluzione della forma e la precisione tecnica, partendo dai primi fermenti del Rinascimento fino ai successivi mutamenti stilistici del XVI secolo.

    David, circa 1409 - Donatello

    Bacco, 1497 - Michelangelo Buonarroti

    Perseo, 1540 - Benvenuto Cellini

    San Giorgio e il drago, 1416 - Donatello

    Resurrezione di Cristo, 1463 - Andrea del Verrocchio

    Capolavori della Collezione Scultorea

    La collezione custodisce i mutamenti fondamentali nella storia della scultura occidentale. Il primo David in marmo di Donatello rappresenta una rottura con le forme rigide e idealizzate, introducendo un nuovo umanesimo attraverso la sua muscolatura sottile e un senso di potenziale latente. Nelle vicinanze, il suo San Giorgio e il drago dimostra la precisione tecnica del primo Quattrocento. A queste opere si affiancano due pannelli significativi presentati da Lorenzo Ghiberti e Filippo Brunelleschi per il concorso delle porte del Battistero del 1401, segnando un momento definitivo nello sviluppo artistico fiorentino.

    Il museo conserva inoltre le prime fasi dello sviluppo del linguaggio scultoreo di Michelangelo. Il suo Bacco è caratterizzato da una sensualità inebriante, mentre il Bruto offre uno studio sulla forma e sulla profondità psicologica. Queste opere offrono uno sguardo privilegiato sull'evoluzione di uno stile che avrebbe infine definito il Rinascimento maturo. Nel regno del bronzo, la collezione include il modello per la statua colossale di Perseo di Benvenuto Cellini, un'opera che mette in luce la maestria tecnica del tardo Rinascimento.

    David, circa 1409

    San Giorgio e il drago, 1416

    Bacco, 1497

    Bruto, 1540

    Arti Decorative e Altri Tesori

    Il museo custodisce una collezione enciclopedica di arti decorative che offre uno sguardo profondo sul vasto panorama materiale di Firenze. Le sale ospitano le celebri ceramiche della bottega Della Robbia, distinte per le loro forme iconiche e per le caratteristiche invetriature che ne esaltano la bellezza. Queste opere convivono con una moltitudine di altri materiali, tra cui bronzi, avori e tessuti preziosi. La collezione è ulteriormente arricchita dalla presenza di armi e armature storiche, reperti che evocano con forza le antiche funzioni civili e difensive dell'edificio.

    Il patrimonio museale comprende anche unici pannelli decorativi e sculture lignee, elementi che fanno parte di un più ampio insieme di capolavori d'arte, arricchito dai contributi delle collezioni Carrand, Ressman e Franchetti. La presenza di tali oggetti permette di approfondire lo studio della maestria tecnica applicata agli oggetti funzionali e ornamentali durante il Rinascimento e nei periodi successivi, rivelando l'incredibile connubio tra utilità e splendore estetico.

    Per approfondire

    Disponibile online

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    Cita quest'opera

    MLA
    Cellini, Benvenuto. Apollo e Iacinto (dettaglio). 1540, Museo Nazionale del Bargello. https://allpaintingsstore.com/it/art/benvenuto-cellini-apollo-e-iacinto-dettaglio-8y3vs4-it/
    APA
    Cellini, Benvenuto (1540). Apollo e Iacinto (dettaglio) [Painting]. Museo Nazionale del Bargello. https://allpaintingsstore.com/it/art/benvenuto-cellini-apollo-e-iacinto-dettaglio-8y3vs4-it/
    Chicago
    Benvenuto Cellini. Apollo e Iacinto (dettaglio). 1540. Museo Nazionale del Bargello. https://allpaintingsstore.com/it/art/benvenuto-cellini-apollo-e-iacinto-dettaglio-8y3vs4-it/
    Harvard
    Cellini, Benvenuto (1540) Apollo e Iacinto (dettaglio). Museo Nazionale del Bargello. Available at: https://allpaintingsstore.com/it/art/benvenuto-cellini-apollo-e-iacinto-dettaglio-8y3vs4-it/

    Un dettaglio ravvicinato

    Apollo e Iacinto (dettaglio) — Benvenuto Cellini

    Osserva da vicino

    Rispondi con parole tue. Non esistono risposte errate — solo risposte che puoi spiegare.

    1. Cosa ti colpisce per primo, e perché?
    2. Quali colori o forme creano l'atmosfera — e di che atmosfera si tratta?
    3. Il nostro catalogo classifica quest'opera sotto: mitologia, tragedia, scultura. Sei d'accordo? Cosa aggiungeresti o toglieresti?
    4. Rivedi Salt Cellar (1540), citato in precedenza in questa guida. Individua due elementi che condivide con quest'opera e uno che la differenzia.
    5. Benvenuto Cellini aveva circa 40 anni quando quest'opera è stata realizzata. Quali elementi ne rivelano la mano di un artista in quella fase della sua carriera?

    La tua risposta

    Scrivi un breve paragrafo su quest'opera, utilizzando le informazioni contenute nelle sezioni precedenti di questa guida e le risposte fornite in precedenza.

    Quiz d'arte

    Apollo e Iacinto (dettaglio) — Benvenuto Cellini

    Quanto conosci quest'opera d'arte?

    Seleziona una risposta per ciascuna delle 5 domande riportate di seguito. Ciascuna presenta esattamente una risposta corretta.

    1. 1. Quale scena mitologica è raffigurata in 'Apollo e Iacinto' di Benvenuto Cellini?

      • A La nascita di Venere
      • B La storia di Perseo e Medusa
      • C La tragica morte di Apollo e Iacinto
    2. 2. In quale secolo è stata creata l'opera 'Apollo e Iacinto'?

      • A XIV Secolo
      • B XVI Secolo
      • C XVIII Secolo
    3. 3. Quale movimento artistico è più strettamente associato allo stile di Benvenuto Cellini?

      • A Rinascimento
      • B Barocco
      • C Manierismo
    4. 4. Qual è il materiale principale utilizzato nella scultura 'Apollo e Iacinto'?

      • A Bronzo
      • B Marmo
      • C Legno
    5. 5. La descrizione dell'immagine evidenzia un dettaglio specifico del marmo. Cosa descrive riguardo all'aspetto della pietra?

      • A La presenza di colori vivaci e innaturali
      • B Venature e texture visibili che suggeriscono movimento
      • C Superfici perfettamente lisce e lucide

    Il mio punteggio: ____ su 5

    Chiave di correzione — per l'insegnante

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    Domande e risposte

    Che età aveva Benvenuto Cellini quando ha realizzato "Apollo e Iacinto (dettaglio)"?

    Benvenuto Cellini aveva 40 anni quando ha creato "Apollo e Iacinto (dettaglio)" nel 1540. L'età è calcolata sulla base dell'anno di nascita dell'artista, 1500.

    A quale periodo della carriera di Benvenuto Cellini appartiene "Apollo e Iacinto (dettaglio)"?

    "Apollo e Iacinto (dettaglio)" appartiene al Periodo maturo della carriera di Benvenuto Cellini. Questa classificazione riconduce l'opera all'evoluzione dell'artista.

    Dove posso vedere un'anteprima di "Apollo e Iacinto (dettaglio)"?

    La pagina di Anteprima in ambiente di "Apollo e Iacinto (dettaglio)" ti permette di visualizzare un'anteprima dell'opera prima dell'ordine.