Risposta rapida
L'opera numero uno tra i dipinti di Greet Van Amstel è Untitled (1975), l'originale del quale si trova presso il Museum van Bommel van Dam, Venlo. Il nostro catalogo contiene 1 opere di Greet Van Amstel. I 1 lavori elencati qui sono i più famosi, in ordine di classifica, con l'anno e il museo di ogni originale.
La top 10: i dipinti più famosi di Greet Van Amstel
Musei che conservano gli originali di Greet Van Amstel
Il museo che custodisce la maggior parte dei dipinti presenti in questa pagina.
| Musei | Città | Opere di Greet Van Amstel | Dipinti di questo elenco |
|---|---|---|---|
| Venlo | 1 | Untitled |
Le migliori opere di Greet Van Amstel di ogni anno
1975: ogni dipinto di Greet Van Amstel datato in questa pagina risale a quell'anno. Ecco le opere, in ordine di classifica.
Dipinti di Greet Van Amstel: FAQ
Qual è l'opera più famosa di Greet Van Amstel?Mostra risposta
Untitled (1975) è al primo posto.
A che età Greet Van Amstel ha dipinto Untitled?Mostra risposta
Greet Van Amstel aveva 72 anni: Untitled risale al 1975 e Greet Van Amstel è nato/a nel 1903.
Quante opere di Greet Van Amstel sono elencate?Mostra risposta
Nel nostro catalogo sono presenti 1 opere di Greet Van Amstel.
In quali musei sono conservati gli originali più famosi di Greet Van Amstel?Mostra risposta
Principalmente in Museum van Bommel van Dam (Venlo). Consulta la tabella dei musei sopra per l'elenco completo.
Greet Van Amstel: l'artista dietro le opere
L'Ombra della Sopravvivenza
Amsterdam, 1903. Inizia una vita che sarà infine definita sia dall'impulso creativo che dalle profonde tenebre del XX secolo. Gretha Leijden van Amstel, conosciuta da molti come Greet Van Amstel, attraversa i primi decenni del secolo con un senso sempre più acuto della forma e dello spazio. Entro il 1920 si trova a Berlino, vivendo con il suo primo marito, Lodewijk Lopes Cardozo. La città è un crogiolo di modernismo e qui, i primi sussulti dell' arte contemporanea la raggiungono. Torna ad Amsterdam nel 1923, cercando una disciplina formale presso l'Istituto per l'Educazione Artistica Applicata. Studia sotto la guida dello scultore Berend Jordens e trova la sua strada nello studio di John Raedecker, assorbendo il linguaggio tattile della scultura e il peso della presenza fisica.
La traiettoria della sua vita muta violentemente nel 1942. L'arte della forma cede il passo alla lotta per l'esistenza. Trascorre dieci mesi ad Auschwitz, un periodo che affronterà in seguito attraverso la sua scrittura. L'orrore non è astratto; è personale. Assiste alla deportazione della sua figlia diciassettenne verso le camere a gas l'1° agosto. Sopravvive alle liquidazioni di massa e alle marce della morte che mietono così tante altre vite mentre i russi si avvicinano nel gennaio 1945. Rimane indietro quando altri vengono allontanati, sfuggendo per un soffio alle ultime, sinistre rastrellazioni delle SS. Emerge dal campo con una voce che rifiuta di essere messa a tacere.
Una Duplice Espressione
La vita del dopoguerra per Greet Van Amstel è un processo di ricostruzione, sia personale che creativa. Si volge alla parola scritta, iniziando il suo percorso come poetessa nel 1957. La sua scrittura porta il peso della sua esperienza, come si evince dal lungo poema "And there was no darkness on the earth", completato nel 1958. La sua produzione non si limita alla pagina; torna all'espressione visiva, utilizzando tecniche di pittura mista che espone nel 1971. La sua opera è una collisione di diversi media e di storie pesanti.
Il suo impegno con il mondo rimane attivo e spesso dirompente:
- Nel 1973 divenne membro dell'Amsterdam Artists Working Group.
- Nel 1972 fornì la sua testimonianza in un'audizione della seconda camera riguardo ai "Drie van Breda".
- Le sue riflessioni letterarie includono la raccolta "Forbidden to live".
Gli Ultimi Anni ad Amsterdam
Il politico e il personale rimangono intrecciati nei suoi ultimi anni. È stata una donna che ha vissuto con passione per l'arte e un impegno per la verità politica. Anche quando si avvicina ai settant'anni, rimane una presenza nella sfera pubblica, denunciando i criminali di guerra. Rimane nella sua città natale, Amsterdam, fino alla morte, avvenuta il 4 gennaio 1981. La sua eredità risiede nella tensione tra gli oggetti fisici che ha plasmato e le parole che ha usato per descrivere il vuoto lasciato dalla storia.