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Atelier · Fondato nel 2015 · Parigi, Francia
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Andrea Di Vanni D'Andrea

1332 - 1414

Informazioni rapide

  • Top-ranked work: St James the Greater (detail)
  • Top 3 works:
    • St James the Greater (detail)
    • St James the Greater
    • Scenes from the Passion of Christ: The Descent into Limbo [right panel]
  • Works on APS: 13
  • Gift suitability: other-none
  • Born: 1332, Siena, Italia
  • Art period: Tardo Medioevo
  • Typical colors: tonalità scure
  • Lifespan: 82 years
  • Copyright status: Public domain
  • Altro…
  • Mediums: acrilico su tela
  • Died: 1414
  • Creative periods: early renaissance
  • Room fit: zona giorno
  • Also known as:
    • Andrea Vanni
    • Andrea Di Vanni
  • Color intensity: vivido
  • Nationality: Italia
  • Museums on APS:
    • Museo di Belle Arti
    • Museo Nazionale di Capodimonte
    • Museo Nazionale di Capodimonte
    • Museo dell'Ermitage
    • Museo dell'Ermitage

Andrea Vanni fu un pittore italiano del primo Rinascimento, la cui attività si svolse prevalentemente nella sua amata Siena.
Nato intorno al 1332, le prime tracce della sua maestria risalgono al 1353, quando la sua figura emerse in associazione con Bartolo di Fredi, sebbene rimanga l'incertezza se egli fosse già un maestro o un semplice assistente. La sua vita non fu solo dedicata all'arte: Vanni fu una figura chiave nella gestione della nuova amministrazione senese nel 1368 e, per vent'anni, ricoprì diversi incarichi civili di rilievo, venendo eletto al Gran Consiglio nel 1370, nominato Gonfaloniere nel 1371 e inviato come ambasciatore presso il Papa nel 1372 e nuovamente nel 1384.
Sebbene meno celebre dei suoi contemporanei, l'opera di Vanni porta i segni indelebili dei grandi maestri senesi, Simone Martini e Pietro Lorenzetti. A Siena, la sua eredità è testimoniata da una Madonna in trono nel transetto di San Francesco; un tempo prezioso dipinto di San Paolo nel Palazzo Pubblico è oggi custodito dal Boston Museum of Fine Arts, giunto lì come dono della signora W. Scott Fitz. La sua mano si ritrova anche in un ritratto di Santa Caterina da Siena (di cui si diceva fosse una sua parente), situato nella chiesa di San Domenico per commemorare la vita della santa, e in una frammentata Crocifissione, originariamente conservata nella chiesa di Alborino e ora parte dell'Istituto delle Belle Arti. Intorno al 1400, Vanni dipinse un altro ritratto di Santa Caterina con scene della vita di San Giacomo nella cappella di San Jacomo Intercisco, ma purtroppo queste opere sono andate perdute.
Il capolavoro che meglio rivela l'essenza del suo stile è il polittico nella chiesa di Santo Stefano alla Lizza. Quest'opera offre allo spettatore una visione profonda della mano di Vanni: il pannello centrale, raffigurante la Vergine con Bambino, incanta non solo per i colori vibranti, ma per un disegno che possiede un carattere quasi "a silhouette". La Madonna emerge come un pattern scuro contro l'oro splendente del trono; qui, l'influenza di Simone Martini si manifesta in una quasi totale assenza di chiaroscuro, tranne che intorno al volto e alle mani, conferendo all'opera una suggestiva piattezza. Tuttavia, il panneggio della Vergine richiama la solennità di Pietro Lorenzetti: le pieghe semplici e le linee rigorose, unite alla posa ieratica della Madonna, si distaccano dalle morbidezza di Martini per abbracciare le "figure più solenni di Lorenzetti". Eppure, l'espressione del volto è un'espressione puramente vanniata: la Vergine presenta una testa ampia e tonda, occhi sottili e una bocca delicata, mentre il mento deciso completa un insieme di tratti forti e indimenticabili. Si dice che il Bambino sia stato modellato sul prototipo del celebre affresco della *Majestas* di Martini nel Palazzo della Signoria.
Le figure di San Giacomo e San Stefano nei pannelli laterali sinistri sono esempi cristallini del lavoro di Vanni. La testa di San Stefano, simile a quella della Vergine, mostra l'amore dell'artista per la linea netta della silhouette, mentre i santi situati nei pinnacoli del polittico rivelano un forte senso del modellato.
Un'altra opera potrebbe essere attribuita a Vanni: un affresco di San Giovanni Battista sulla parete sinistra di una chiesa parrocchiale a Basciano. Di questo affresco sopravvivono solo frammenti quasi privi di colore, il che rende difficile un'attribuzione certa; tuttavia, le somiglianze con il San Francesco e con il San Giovanni inginocchiato nel pannello destro del trittico Corcoran suggeriscono la sua paternità. Quest'opera risalirebbe al periodo tardo di Vanni, dipinta tra il 1396 e il 1400, sebbene alcuni studiosi ipotizzino che l'affresco appartenga ad Andrea Gallerani.
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bryan, michael (1889). walter armstrong and robert edmund graves. ed. dictionary of painters and engravers, biographical and critical (volume ii l-z). york st. #4, covent garden, london; original from fogg library, digitized may 18, 2007: george bell and sons. pp. page 586.
perkins, f. mason. 1903. "andrea vanni". the burlington magazine for connoisseurs. 2 (6): 309-311.
pope-hennessy, john. 1939. "notes on andrea vanni". the burlington magazine for connoisseurs. 7 more...