Roman Halter Inserisci un
sensazioni, non
una galleria d'arte.
Scegli un'atmosfera e la stanza stessa risponderà: la luce si rinfresca o si scalda, l'aria cambia ritmo e solo le opere che racchiudono quella sensazione emergono dal buio. Tutto il resto recede nell'ombra.
Roman Halter
Una vita forgiata nella memoria e nella resilienza La vita di Roman Halter è una testimonianza profonda della resistenza dello spirito umano tra i capitoli più oscuri della storia. Nato a Chodecz, in Polonia, come il più piccolo di sette figli in una tradizionale famiglia ebraica, i suoi primi anni furono irrevocabilmente alterati dallo scoppio della guerra. A soli dodici anni, Halter fu deportato nel ghetto di Lodz, un'esperienza che
sarebbe in seguito diventata una fonte tormentata per le sue esplorazioni creative. Il suo viaggio attraverso gli orrori dell'Olocausto — passando dal ghetto ad Auschwitz, Stutthof e Dresda — fu segnato da un singolo momento di sopravvivenza, quando riuscì a fuggire da un carro durante un trasporto verso il campo di sterminio di Chełmno. Fu la sua abilità come lavoratore del metallo nel ghetto di Lodz a fungere infine da scudo, salvand…