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      Atelier · Dal 2015 · Parigi, Francia
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      Elias Sime

      Informazioni essenziali

      • Top-ranked work: Zoma Contemporary Art Center (door detail)
      • Museums on APS:
        • Kemper Museum of Contemporary Art
        • 89plus — Google Arts - Culture
      • Born: 1968, Addis Ababa, Etiopia
      • Copyright status: Under copyright
      • Altro…
      • Works on APS: 6
      • Art period: Contemporaneo
      • Top 3 works:
        • Zoma Contemporary Art Center (door detail)
        • From left to right, Missla Libsekal and Meskerem Assegued at ZOMA Contemporary Art Centre
        • Zoma Contemporary Art Center (exterior view)
      • Nationality: Etiopia

      Elias Sime: Sculptor of Electronic Waste – Transforming Discarded Technology into Monumental Art

      Elias Sime, nato ad Addis Abeba, Etiopia nel 1968, è uno scultore visivo riconosciuto a livello internazionale la cui pratica artistica distintiva ruota attorno alla rielaborazione dei rifiuti elettronici – computer abbandonati, circuiti stampati e altri componenti tecnologici obsoleti – in rilievi monumentali che sconvolgono le convenzioni artistiche tradizionali. Il suo percorso è iniziato con una formazione accademica presso la Scuola di Belle Arti e Design dell’Università Addis Abeba nel 1990, affermandosi come figura fondatrice nell'arte contemporanea etiope. Sime’s visione artistica si è consolidata insieme al suo collaboratore curatore Meskerem Asegued, dando vita al Zoma Contemporary Art Center, un istituto dedicato a promuovere il dialogo tra la cultura etiope e le tendenze artistiche globali. L'origine della tecnica rivoluzionaria di Sime risiede nel vivace mercato addisabebino, dove raccoglie meticolosamente elettronica abbandonata – una toccante riflessione dell’impronta ecologica della nostra società consumistica. Questi frammenti apparentemente insignificanti – tastiere, microchip, fili di rame, batterie, custodie obsolete dello schermo – diventano la materia prima per sculture monumentali che sfidano le convenzioni artistiche tradizionali. Invece della scolpitura tradizionale o della modellazione, Sime adotta un processo simile all’assemblaggio, componendo e sovrapponendo con cura questi componenti per creare superfici tessute cariche di risonanza simbolica. La sua esplorazione artistica trae forza dalle tradizioni dell'arte popolare etiope, in particolare dai modelli geometrici intricati e dalle rappresentazioni stilizzate presenti nei tessuti e nella ceramica etiopi. Questa influenza si manifesta nelle sue composizioni scultoree – linee audaci e motivi ripetitivi che riflettono i ritmi della cultura visiva etiope. Il lavoro di Sime non è solo una trasformazione dei rifiuti; è un commento deliberato su temi quali sostenibilità, consumismo ed etica delle considerazioni riguardanti l'obsolescenza tecnologica. Il riconoscimento internazionale è arrivato con la sua esposizione personale “Tightrope”, presentata al Kemper Museum of Contemporary Art a Kansas City, Missouri (2020-2021), seguita da mostre all’Akron Art Museum in Ohio e al Museo Reale Ontario a Toronto. In particolare, il suo contributo alla Biennale di Venezia numero 60 ha rappresentato un punto focale per discussioni sulla relazione tra l'umanità e la tecnologia e sulle conseguenze ambientali che ne derivano. L'esplorazione della dualità – rappresentata in “Dichotomy…” – sottolinea questa prospettiva critica. Le sue sculture sono ospitate in importanti collezioni, tra cui il Pérez Art Museum Miami, il Metropolitan Museum of Art, il Museo d’Arte del Nord Carolina e il Museo Saint Louis Art, consolidando la sua posizione come voce centrale nel panorama artistico globale. Il suo lavoro continua a ispirare artisti e curatori, sollecitando una riflessione su come l'espressione creativa possa affrontare sfide sociali urgenti rispettando al contempo il patrimonio culturale.

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